Release Date: 14/10/12
Artisti:
Codice: ZDM 1210

L’origine della visione, il principio da cui nasce un’invenzione, l’istante in cui l’intuizione diventa progetto, sono spesso avvolti da un mistero alimentato ad arte dai suoi stessi artefici.

Il progetto prende spunto dal repertorio di Hendrix, compiendo un percorso vasto che parte dal suo mondo, passando per Zappa, Mingus, Davis.., e alla fine si fonde con gli arrangiamenti e le composizioni originali di Jasevoli, legate ad alcuni elementi della tradizione musicale italiana e al Tie Trio, sulla cui filosofia e suono si è formata l'idea.

Fondamentalmente basato sul power trio che è già attivo con il nome di Tie trio (costruito insieme al suono ed al vigore di Adriano LoGiudice uniti all’estro ed alla potenza di Emanuele Tomasi), alla formazione si aggiungono: Marcello Allulli, sassofonista nell’accezione più moderna del termine ed il performer David Barittoni, vocalist dell’assurdo. Su questa struttura si inserisce la figura del grande solista Antonello Salis, uno dei pochi musicisti relazionabili in qualche modo alla potenza, alla visceralità, alla vulcanicità creativa ed istintuale, al senso naturale della musica e della poesia del grande chitarrista.
Dice Jasevoli: "non volevo assolutamente che il solista principale di questo progetto fosse un chitarrista, ed infatti io stesso, pur essendo chtarristicamente molto presente, evito accuratamente di rifare il verso ad Hendrix nel suonare il mio strumento. Cerco piuttosto di suonare la chitarra a modo mio, come sempre..., evocando in qualche modo la sua presenza, dedicandomi sopratutto agli arrangiamenti, all'aspetto compositivo ed all'intera regia dell'idea musicale in senso lato.
Tuttavia, volevo comunque che fosse presente un elemento solistico che ricordasse nell'energia e nell'approccio Hendrix, ma non esattamente con la chitarra; quindi ho pensato ad Antonello Salis, al pianoforte, ed alla fisarmonica (quest'ultima dal colore etnico sostanziale e caratterizzante, utilizzato anche in maniera fortemente ironica e di contrasto).
Più o meno dalla fine degli anni Sessanta Antonello Salis non si circondava di musicisti che, oltre ad essere rinomati nel campo delle musiche improvvisate e del jazz, godono di un forte retroterra rock. 

Il progetto alterna ruvide scorze di stoner-rock a jazz-ballad, ispirazioni ipnotiche e psichedeliche, etno-free, acustiche ed elettroniche, muovendosi in una terra di confine in cui Jimi Hendrix si mescola con un repertorio originale, strutture di brani nelle quali si innestano a seconda dell’atmosfera del momento le improvvisazioni fulminanti della chitarra di Antonio Jasevoli, le invenzioni melodiche ed armoniche di Antonello Salis.

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