Release Date: 29/01/16
Artisti:
Codice: AFPCD159

MMXV - Stefano Pagni

Per quanto sorprendente possa sembrare, questo è un album di debutto. Nonostante una carriera variegata quanto ricca di esperienze e incontri importanti, Stefano Pagni non aveva infatti mai pubblicato un disco a suo nome.

Così ha trasformato la sua prima volta da leader in sala di incisione nell'occasione per tirare le fila del suo percorso artistico profondamente radicato nel jazz ma che attraversa la musica popolare come quella colta.

Si avverte in questi brani l'esigenza di non inseguire formule facili e sfuggire agli stilemi del repertorio di confine, senza dunque cercare un'uniformità di pensiero e atmosfere ma, al contrario, puntando sulla varietà della proposta sonora, su un repertorio tenuto insieme da un raffinato metodo di combinazione e fusione di generi.

Pagni ha scelto la formula del trio, con Stefano Micarelli alla chitarra e Israel Varela alla batteria e, per assecondare la sua esigenza di varietà, ha puntato su due voci che rappresentano due universi musicali diversissimi: quella di Alessandro Rosace, acrobatico discepolo dello scat che ama filtrare le sue sillabe attraverso un synth, e quella di Delia Surratt, soprano di grande esperienza ed eleganza stilistica abituata al Grande Repertorio.

Proprio la Surratt è protagonista di alcuni dei momenti più originali di questo progetto, cioé la rilettura di due brani di Francesco Paolo Tosti e un altro ispirato alla musica del grande autore di romanze tra l'800 e i primi del '900.

In questi tre brani lo special guest è Danilo Rea, che da fuoriclasse assoluto, mantiene un equilibrio sottile e raffinato tra la tradizione e la creatività dell'accompagnamento jazzistico che regala un'accensione dinamica all'esattezza cristallina del canto.

L'utilizzo creativo del canto lirico di Delia Surratt fa da perno ad altri momenti come  “I Am”, scritto da Pagni utilizzando l'omonima poesia di John Clare e diventa quasi programmatico, quando in “Windmills of Your Mind” di Michel Legrand espone il tema per poi lasciare spazio alle invenzioni metriche di Alessandro Rosace.

C'è anche spazio per una concessione emotiva in uno dei brani più celebri del '900, “Summertime”, forse la più bella ninna ninna della storia: qui le voci sono tre, perché a quelle della Surratt, che segue la tradizione della partitura di Gershwin, e di Rosace, si aggiunge la voce carica di promesse di Olimpia Pagni, in un alternarsi di stili interpretativi che hanno l'affettuoso sapore di un passaggio di consegne.

Nella varietà di climi, in bilico tra progettualità e urgenza creativa, l'album di Pagni tocca anche momenti funk, richiama echi di Brasile e propone anche un elegante esempio di canzone d'autore imbevuto di jazz, come “Io cammino”, in cui, complice Alessandro Rosace, risalta il lavoro di Paola B. Riveira, autrice, molto attenta al valore ritmico delle parole, dei cinque testi originali qui proposti.

Stefano Pagni ha aspettato a lungo prima di dare alle stampe il suo debutto da leader: ma il tempo trascorso gli ha dato le possibilità di realizzare un insolito manuale di viaggio per muoversi con sicurezza attraverso i mondi musicali senza percorrere le strade più battute e abbandonarsi al piacere della scoperta.

Paolo Biamonte

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