Release Date: 21/04/17
Artisti:
Codice: AFPCD164

FIVE - Colombo Menniti trio

 

Quando Colombo mi chiese di redigere le note introduttive a questa sua

ultima opera, gli chiesi di darmi del tempo per potere riassumere effi cacemente

ricordi personali, familiari, brandelli di molte sue performance da me

seguite, impressioni derivate dall’ascolto delle sue precedenti opere, e molto

altro derivato da un più prossimo contatto fra noi, nel tentativo di evitare

qualsiasi fi ltro mi impedisse di comprendere correttamente FIVE nel contesto

del suo percorso e della sua complessiva opera.

L’ascolto protratto di FIVE ha messo infi ne ordine al processo innescato

da Colombo con la sua richiesta. FIVE è la trasformazione sonora della fatale

attrazione di Colombo per la musica di Bill Evans. Colombo ne rimase

affascinato molti anni fa. In quella fase del suo percorso statunitense conobbe

ed ebbe modo di frequentare chi con Evans aveva suonato per anni

il contrabbasso e la batteria, per poi attrarli nel suo personale Trio quasi a

“sostituire” Evans...

La profondità dello studio del concetto armonico-melodico di Evans che

Colombo ha svolto, lo libera, però, da una superfi ciale impressione di mera

identifi cazione; ne è testimonianza un suo ormai datato nel tempo ma non

nella proposta, “Guitar Method”, che contiene morfologicamente ogni informazione

necessaria ad approcciare la musica che nasce sui tasti di un pianoforte,

con lo strumento chitarra, imponendo a chi gli si avvicina, un grande

sforzo di immaginazione destinato a produrre immagini, idee, concetti mai

prima esposti.

Già, mai prima esposti. FIVE appartiene al jazz più radicale così come gli

appartiene il chitarrismo di Joe Pass allorquando accompagnava in duo la

Fitzgerald, introducendo la freschezza, il chiaro senso di diverso, che l’adozione

avanzata di soluzioni armonico-ritmiche “Evans-Like” ha comportato.

Qui sta l’innovazione che, al di là del mantenersi nel ristretto ambito dell’esecuzione,

tracima largamente nella adozione di un fraseggio importante,

complesso, consentitemi, diffi cile, affascinante anche per la scelta timbrica,

ma sempre totalmente integrato nell’interplay con le altre fondamentali

componenti del Trio. Ho avuto modo anche di apprezzare Andrea Brissa e

Francesco Scopelliti per la grande qualità della sintesi raggiunta col loro ex

maestro, ora che ne sono uffi cialmente comprimari. Diffi cile è dato ascoltare

gruppi così affi atati su un repertorio emotivamente diffi cile quale quello che

Colombo propone in FIVE.

Ho avuto sempre grande rispetto per il Colombo uomo e chitarrista, ma

questa sua proposta che lo vede prevalentemente nel ruolo di compositore

maturo, chitarrista jazz completo, dotato esclusivamente di uno swing

esemplare, sapiente strutturatore di timbriche anche esse innovative, me

lo rende più diffi cile da raggiungere concettualmente. Solo il contributo, mi

auguro molto largo a causa del valore alto di FIVE, dei molti appassionati

di jazz, di chitarra jazz in particolare, che avranno modo di ascoltarlo, di

apprezzarlo, di commentarlo, di diffonderne il messaggio a loro volta, potrà,

più compiutamente di me, defi nire il ruolo che Colombo Menniti ormai

detiene (la sua discografi a mi sorregge nell’affermazione) nel panorama del

jazz mondiale.

 

Cesare Bianco 

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