Release Date: 15/09/14
Artisti Principali:
Strumentisti:
Codice: ED326
Esce lunedì 15 settembre in Italia e all’estero nel circuito IRD e nei principali store digitali, Like at The Beginning esordio discografico Angelo Mastronardi prodotto dall'etichetta salentina Dodicilune. Il pianista e compositore è affiancato dal contrabbassista Michele Maggi e al batterista Walter Forestiere. La varietà di esperienze e background dei membri della sezione ritmica contribuisce allo sviluppo di un dialogo musicale in cui l’uso polifonico della melodia si incontra con l’esplorazione ritmica. Tutto il lavoro è permeato dalla ricerca di un equilibrio tra scrittura e improvvisazione, ricerca formale e sintesi.

Le nove tracce del disco alternano composizioni originali ad arrangiamenti personali di note "popolar songs". Aprono il disco due composizioni originali, Firm Ground, in cui le atmosfere rarefatte e il lirismo del tema si alternano al clima tipicamente trip hop delle improvvisazioni, e The Favourite Floor, una ballad dalla melodia essenziale ed eterea ricca di suggestioni soul. Segue un caratteristico arrangiamento di Softly as in a Morning Sunrise di S.Romberg e O.Hammerstein II, sviluppato su soluzioni metriche cangianti e aperture melodiche dall’atmosfera free. A chiudere questa prima parte del disco troviamo Inner-Phony, una traccia in piano solo, la più lunga del disco, in cui le variazioni contrappuntistiche sul tema lasciano spazio a meditazioni totalmente estemporanee, echi della musica orientale e delle avanguardie del Novecento. Interlude, divide a metà il lavoro e vede l’intervento nella scrittura del contrabbassista Michele Maggi, mettendo in luce una potente vena rock e una grande tensione espressiva del trio. Nella title track, Like at The Beginning, un sapiente episodio solistico di batteria introduce un tema dal feel moderno e di grande complessità ritmica e armonica seguito da un solo di piano pieno di respiro e interplay con la sezione ritmica. Segue un'altra performance in piano solo, questa volta su uno standard della tradizione americana, Stella by Starlight, reinterpretato con una metrica differente e senza facili riferimenti al linguaggio bop. Un ultimo brano originale, Left Hand Side, in cui suggestioni bachiane e rock fanno da preludio ad un tema  di grande lirismo e raffinatezza armonica. Per finire una straordinaria quanto poco frequentata canzone del cantautore rock Jeff Buckley, Opened Once, oggetto da parte del trio di un’accurata rivisitazione timbrica. La voce dell’autore affidata al contrabbasso, la chitarra e il basso filtrati attraverso la voce del piano, il suono della kalimba, delle chachas boliviane e delle più svariate percussioni  incorniciano il brano che si spegne religiosamente in uno spontaneo fade out del trio.
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