Lunedì, Aprile 30, 2018 - 17:30

CONCERT - Ore 17:30

Teatro Piccolo Regio Giacomo Puccini, PIAZZA CASTELLO 215

MELANIE DE BIASIO “LILIES”

Melanie De Biasio, voce, flauto

Alberto Malo, batteria

Pascal Mohy, pianoforte

Pascal Paulus, tastiere, chitarra

Il Torino Jazz Festival è particolarmente orgoglioso di presentare questa prima assoluta di Melanie De Biasio in Italia, artista che da noi non ha ancora ricevuto la dovuta consacrazione live. Melanie, padre italiano e madre belga, si avvicina al mondo dell’arte da bambina, studiando danza; in seguito approda alla musica (un modo di relazionarsi agli altri, di condividere - spiega). Si diploma in canto e rivela anche il suo talento al flauto. La storia di questa artista è particolare: dopo il conservatorio la passione per una musica senza barriere la porta a collaborare con un gruppo jazzpunk. Durante un tour in Russia viene colpita da una infezione polmonare che, per una serie di complicazioni, le pregiudica l’uso della voce. Sembra un brutto film, ma questo incubo fatto di ospedali e una incerta riabilitazione (i medici non le assicurano di poter tornare a cantare), la portano a un diverso, più profondo, approccio alla musica. Quando può tornare a cantare pubblica un primo album che ne rivela la maturità raggiunta. Sempre alla ricerca di altre sfere sonore, la De Biasio, armata di una voce sensuale, messa al servizio di un minimalismo fortemente espressivo, non si lascia rinchiudere in gabbie di genere. Si ispira a Mark Hollis dei Talk Talk o a Nina Simone, ma propone un lavoro personale, dove le etichette o i confini si dissolvono nelle canzoni. Con l’ultimo lavoro, Lilies (2017), la cantante s da il pubblico a seguirla, come spiega lei stessa: «Per me Lilies è scuro e insieme luminoso. Non contiene nulla di tradizionale, è un abbraccio fatto di libertà, ambizione, creatività sincera, emotività che traccia un percorso da Billie Holiday ai Portishead e arriva al futuro, attraverso un milione di punti diversi». Prima assoluta italiana

POSTO UNICO NUMERATO € 5,00

 

CONCERT - Ore 20:30

OGR- Officine Grandi Riparazioni, CORSO CASTELFIDARDO 22

SET I MAGIC MALIK DREAM TEAM

Magic Malik, flauto

Jean-Luc Lehr, basso elettrico

Maxime Zampieri, batteria

Nato nella Costa D’Avorio, ma vissuto nell’isola di Guadalupa (Antille), “Magic” Malik Mezzadri si accosta al auto traverso all’età di sei anni. A 17 anni si trasferisce in Francia a Marsiglia dove si diploma in flauto e, parallelamente alla formazione classica, si avvicina al jazz. Negli anni Novanta si fa conoscere con la sua Magic Malik Orchestra, con la quale inizia a incidere dischi e attira l’attenzione di Steve Coleman che poi lo chiamerà a suonare nel celebre disco Five Elements (Blue Note, 2003). Negli anni Duemila Magik Malik affina la sua arte compositiva e prosegue un cammino originale, ponendolo nel ristretto novero dei musicisti più creativi dell’ultima generazione di artisti francesi. Per il pubblico italiano Malik è una rivelazione quasi assoluta e nel programma del TJF abbiamo la possibilità di ascoltare in concerto uno straordinario talento, in grado di emozionare con il suo flauto che non teme di confrontarsi con i ritmi latini, con l’elettronica, con la black music contemporanea. Gli spettatori non possono rimanere insensibili alle affabulazioni di Malik sullo strumento, suonato ora con virtuosismo, ora lasciando fluire i suoni in maniera istintiva, spesso utilizzando la voce e il corpo. Per il concerto di Torino Malik ha deciso di portare con sé la sezione ritmica dell’orchestra, che lui definisce il suo “dream team”.

A seguire: SET II RICCARDO RUGGIERI QUARTET SPECIAL GUEST GARY BARTZ

Carla Bley, pianoforte, leader

Steve Swallow, basso elettrico

The Torino Jazz Orchestra

Riccardo Ruggieri, pianoforte

Gary Bartz, sax contralto e soprano

Massimo Baldioli, sax tenore e soprano

Alessandro Maiorino, contrabbasso

Gregory Hutchinson, batteria

Il pianista torinese Riccardo Ruggieri basa la sua visione della musica sulla elaborazione di un sound individuale e di gruppo in cui “riconoscersi”, cercando la libertà espressiva attraverso la ricerca di se stessi. Libertà che Gary Bartz a sua volta ha sempre ricercato. Libertà nella musica, libertà civile e spirituale. In questo Bartz ha saputo trarre ispirazione dall’insegnamento di John Coltrane, in particolare nella scelta filosofica di trovare una propria strada o un proprio “suono”, per tornare alle parole di Ruggieri, che ha lavorato a lungo sui significati più profondi della musica di Coltrane.

«Gary è un musicista straordinario e di grandissima sensibilità. Suona in una dimensione di tale sincerità ed energia da rendere la musica profondamente toccante» (Ruggieri). L’incontro di queste personalità artistiche non è un caso ma una di quelle magie possibili nei festival, quando a eccellenti musicisti del panorama nazionale si uniscono due giganti della scena mondiale come Gregory Hutchinson e Gary Bartz. La solida carriera solistica di Gary Bartz è iniziata negli anni Sessanta e per il suo sound distintivo è stato chiamato in studio o in tour da Charles Mingus, Miles Davis Art Blakey e molti altri, sviluppando un lungo sodalizio creativo con McCoy Tyner.

A seguire: SET III FRED HERSCH PIANO SOLO

Fred Hersch, pianoforte

Membro autorevole nel pantheon del pianismo jazz contemporaneo, Fred Hersch è un influente spirito creativo che ha plasmato il corso della musica per oltre trent’anni come improvvisatore, compositore, educatore e bandleader. Dodici volte candidato ai Grammy Award, Hersch continua a vincere i premi più prestigiosi del jazz, tra cui quello come Pianista Jazz dell’anno dalla Jazz Journalists Association nel 2016. Hersch ha definito la curva creativa del jazz attraverso una vasta gamma di ambientazioni, dalle sue strazianti performance soliste e dai duetti esplorativi agli straordinari live in trio fino alle innovative ambientazioni da camera. Con circa trentasei album all’attivo, Hersch da anni miete elogi internazionali. Hersch è stato acclamato e riconosciuto anche per la sua unicità nella scrittura, ottenendo nel 2003 una borsa di studio Guggenheim in composizione. Ha collaborato con una sorprendente sfilza di jazzisti di vaglia (Charlie Haden, Stan Getz, Bill Frisell), come anche con artisti provenienti dalla classica (Renée Fleming, Christopher O’Riley) e da Broadway (Audra McDonald). Ammirato per il suo fine lavoro con i cantanti, Hersch ha lavorato con voci del calibro di Cecile McLorin Salvant, Norma Winstone e Kurt Elling. Il documentario The Ballad of Fred Hersch è stato presentato in anteprima al prestigioso Full Frame Film Festival nel marzo 2016 dinanzi ad una sala gremita, dando vita a recensioni entusiaste. Intimo e crepuscolare, il piano solo di Hersch è l’ideale per ammaliare il pubblico nel concerto di chiusura alle OGR. Concerto sostenuto da OGR

BIGLIETTO UNICO PER I TRE SET Posti numerati € 12,00/8,00

 

JAZZ clHUB - Ore 21:00

Bagni Pubblici Di Via Agliè, VIA AGLIÈ 9

THE GREATEST JAZZ GUITAR TRIBUTE

Eleonora Strino, chitarra

Alessandro Chiappetta, chitarra

Marco Piccirillo contrabbasso

Maurizio Cuccuini, batteria

Un quartetto a trazione 6 corde! Quattro esperti musicisti impegnati in un omaggio ad alcuni tra i migliori chitarristi jazz di sempre proporranno una loro rivisitazione delle composizioni più celebri di Wes Montgomery , Jim Hall, Pat Metheny e John Scofield. I musicisti ci propongono una performance accattivante ed intensa, Dal be bop al mainstream, come evento di apertura di una Jam Session “ Open Stage” che vedrà coinvolti i musicisti ospiti del festival insieme con i jazzisti della città.

INGRESSO GRATUITO

 

JAZZ clHUB - Ore 23:30

Mad Dog, VIA MARIA VITTORIA 35

ARCOTE PROJECT “CONTINENTS”

Johnny Lapio, tromba

Francesco Partipilo, sax contralto

Lino Mei, pianoforte

Michele Anelli, contrabbasso

Davide Bono, batteria

Il trombettista Johnny Lapio reduce da un tour tra America, Nord Europa e Asia, presenta con l’ensemble Arcote Project il terzo capitolo del progetto “Continents”, un concerto performance fresco e non scontato che decodi ca le percezioni vissute attraversando i vari continenti. Il gruppo accompagnerà l’ascoltatore in un itinerario introspettivo, onirico e impervio, costellato di groove e avantgarde. “Continents” desta l’impressione di assistere ad ogni replica a qualcosa di assolutamente nuovo e inaspettato.

INGRESSO GRATUITO CON TESSERA MSP ITALIA

 

JAZZ clHUB - Ore 23:30

Le Ginestre,VIA VALPRATO 15

MAX CARLETTI TRIO

Max Carletti, chitarra elettrica

Paolo Franciscone, batteria

Stefano Profeta, contrabbasso

Il talento di Max Carletti e del suo trio è da tempo fuori discussione: le continue idee musicali, la carica vitale, l’amore per il jazz dai primordi ad oggi, la curiosità verso tutti i tipi di musica, nonché la tecnica chitarristica, lasciano l’ascoltatore senza fiato. Il trio contribuisce a spingere la musica nelle più diverse direzioni. Un repertorio accuratamente scelto fra brani originali, standard e canzoni, eseguiti in base ad un percorso rigoroso, mai autocelebrativo.

INGRESSO GRATUITO CON TESSERA ANCOS

 

JAZZ clHUB - Ore 23:30

Caffè Neruda, VIA GIACHINO 28

ICEFIRE QUARTET

Cesare Mecca, tromba

Gledison Zabote, sassofono tenore

Matteo Piras, contrabbasso

Alessandro Minetto, batteria

Il progetto nasce con l’intento di esplorare le prassi esecutive che hanno reso peculiare la formazione così detta “pianoless”, in una rilettura creativa del linguaggio etichettato come “cool”, cercando di restituirne le suggestioni senza che questo soffochi la creatività dei musicisti. Il quartetto, nella sua ricerca, attinge all’universo sonoro che caratterizzò il jazz “West Coast” della metà degli anni Cinquanta, che influenzò fortemente tanto jazz italiano. Melodie e ritmi si sovrappongono sinuosi, interagendo e scontrandosi, sostenuti da uno swing sempre al servizio del sound. Il gruppo propone un repertorio originale sommato alla rilettura creativa di brani della tradizione jazz, interpretati con sensibilità.

INGRESSO GRATUITO CON TESSERA ARCI

 

JAZZ clHUB - Ore 23:30

Jazz Club Torino, PIAZZALE VALDO FUSI

POKER

Roberto Regis, sax alto e soprano

Luigi Bonafede, pianoforte, leader

Loris Bertot, contrabbasso

Gilson Silveira, percussioni

Il quartetto è formato da musicisti con personalità diverse, ma li accomuna una lunga esperienza concertistica e discografica, oltre all’amore per la musica, l’antica amicizia e la stima reciproca. L’intento del quartetto, grazie alle composizioni originali, è di creare una tensione emotiva tale da rendere il concerto godibile ad un pubblico vasto.

INGRESSO GRATUITO

Luogo di spettacolo

Officine Grandi Riparazioni
Corso Castelfidardo, 22
Torino (TO)